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Che fine ha fatto
L'Amore imperfetto?
Abbiamo parlato del film con Giovanni Maderna
di Barbara Sorrentini
Dopo una settimana di programmazione
nei cinema italiani lopera seconda di Giovanni Maderna è
stata ritirata dalle sale. Già Premio Sacher al festival
di Nanni Moretti, già Premio De Laurentiis a Venezia con
Questo è il giardino e già autore di numerosi
cortometraggi presentati a svariati festival, con LAmore
Imperfetto Maderna racconta una storia disperata in bilico
tra scienza e misticismo religioso.
Qual è stato il punto di partenza de LAmore
Imperfetto?
Il dato principale del film è la storia di due genitori che
hanno un figlio condannato sin da prima della nascita da una malformazione
gravissima e che però decidono di tenere lo stesso. La coppia
è formata da una donna di origine spagnola, (Marta Belastegui)
molto religiosa e questa è la ragione che le fa tenere il
bambino, lui (Enrico Lo Verso) invece è un personaggio molto
più scettico e molto più in crisi fin dallinizio
di questa vicenda, poi, andando avanti nel film si capisce che la
sua crisi è più ampiamente esistenziale. Cè
anche unaltra vicenda parallela nel film, quella di unindagine
che sta svolgendo un ispettore di polizia riguardo al suicidio di
una giovanissima collega di Lo Verso. E questa investigazione finisce
per portare un terzo protagonista, il poliziotto, allinterno
del nucleo di partenza trasformando lindagine anche in un
esplorazione dei sentimenti e dellintimità della coppia
principale.
Lo spunto del film è una storia vera. Perché hai
scelto un episodio così drammatico e lo hai raccontato con
dei toni così cupi?
Perché ho trovato in quella notizia che avevo letto sul giornale
alcuni degli elementi che avevano una risonanza per me molto forte,
con dei personaggi e delle atmosfere che avevo già dentro
di me, a cui stavo già pensando. Tra laltro questo
film, come tutti gli altri precedenti miei lavori, parla di una
coppia e forse alla fine il vero motivo di questa scelta è
quello di avere una doppia polarità nel film, con due personaggi
che si incontrano e si scontrano. E in questo film la tensione è
quella tipica di un rapporto di coppia, che oltrepassa la relazione
sentimentale e diventa una duplice tensione che raggiunge un po
gli estremi. Da un lato diventa una speranza che arriva a superare
il realismo stesso, rifugiandosi nellipotetico miracolo di
una salvezza impossibile per il bambino, dallaltro è
esattamente il contrario, cioè: la mancanza totale di speranza
diventa una disperazione che fa addirittura pensare al suicidio.
Alla fine questi due poli sono sicuramente interni alla coppia,
ma la oltrepassano e hanno risonanza anche in altri personaggi che
emergono dalla narrazione.
La scelta di girare in una città come Genova da che cosa
è stata suggerita?
Genova è una città che ha un tono aspro e piuttosto
dissonante. Nella stessa città esistono due elementi molto
contrastanti che sono la presenza di una forte componente naturale,
quasi primordiale, che si esprime con il mare, le colline, le montagne
e contemporaneamente esiste una componente di grande modernità,
con delle nuove costruzioni e con dei luoghi artificiali in stretto
contatto e in stretto scontro con questi elementi naturali che si
inerpicano e si intersecano con le costruzioni urbane.
Questa duplicità della città si mescola con la duplicità
della storia del film: quel tema arcaico che cè nella
narrazione attraverso levocazione del miracolo proveniente
da una credenza spagnola che appartiene alla tradizione, si intreccia
con quellaltro aspetto discordante del dibattito etico e medico
che viene sfiorato nel film e che è fortemente radicato nellattuale,
è un tema moderno della nostra società contemporanea.
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