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Carlo Giuliani, ragazzo
Intervista a Francesca Comencini

Francesca Comencini, la regista del film “Carlo Giuliani, ragazzo” racconta come si è sviluppato questo progetto in un’intervista realizzata da Barbara Sorrentini per Radio Popolare (107.60), gentilmente concessa dall’emittente milanese.

Quando hai pensato di fare un film sulla giornata in cui Carlo Giuliani fu ammazzato?

Questo progetto non ha un vero e proprio inizio, nel senso che si è un po’ sedimentato durante il percorso. Prima sono stata a Genova a filmare insieme ad altri registi per “Un mondo diverso è possibile”, il film che ha montato Citto Maselli; poi mi hanno molto colpito le reazioni del padre di Carlo Giuliani e ho cominciato a vedere tutta la diffamazione di cui Carlo Giuliani è stato oggetto, una cosa che mi ha molto indignata a livello umano e per tutto quello che qualcuno tenta di fare con questo movimento. Cioè, non solo lui è stato vittima pagando con la sua vita ma già dal giorno della sua morte è stato reso un criminale, è stato reso colpevole. Infine quando ero a Porto Alegre ho conosciuto Haidi Gaggio Giuliani, la mamma di Carlo, e lì mi sono veramente decisa a farlo e a dare la parola a lei.

La parola a lei che racconta e ricorda, che cosa descrive e che cosa emerge di più dal suo racconto?
Lei racconta in modo molto concreto la giornata di Carlo rifiutandosi a qualsiasi sentimentalismo direttamente espresso. Haidi ha ricostruito, con una maniacalità ossessiva che ha a che fare con il suo lutto ma anche determinata che ha a che fare con una forma di essere una madre che ha deciso di combattere, la giornata del 20 luglio attraverso la concretezza più assoluta: gli amici che Carlo ha visto, com’era vestito, la focacceria dove ha mangiato, tutto il percorso del figlio in questa città che fa da cassa di risonanza, il percorso di un individuo con tutti i suoi dettagli minuscoli e poi c’è questa cassa di risonanza immensa rappresentata dalla folla pazzesca del giorno delle piazze tematiche. E attraverso le parole di Haidi vediamo come Carlo si ricongiunge al corteo dei disobbedienti. Io in parallelo racconto quel corteo dalla notte prima, dalla pioggia torrenziale sullo Stadio Carlini, la loro preparazione che io cerco di guardare con una forma di tenerezza.

Spesso, nel film, le immagini del corteo sembrano sottolineare o confermare le descrizioni di Haidi, sembra quasi che lei faccia un’analisi dettagliata di quello che si vedrà dopo o che si è appena visto.
Ho cercato di trattare questo corteo come un personaggio, come un singolo e questo singolo, che è Carlo, come il paradigma politico di una folla e il punto di incontro è questa voce di Haidi che racconta la giornata minuziosamente. Ecco, quello che secondo me emerge è una forma di distanza quasi brechtiana, nel senso che lei non ha mai un momento di emozione detta, di sentimento detto. E’ veramente una madre-coraggio che racconta tutto fine alla fine, fino allo strazio del corpo di cui il figlio è oggetto, descrivendo i dettagli presenti anche in alcune immagini che abbiamo cercato tra tutto il materiale girato a Genova dai registi coordinati da Maselli e da molti altri.

Ora il film gira con una versione arricchita di 15’, che mancavano nella copia presentata a Cannes. Perché hai aggiunto un pezzo nuovo a “Carlo Giuliani, ragazzo”?
La parte nuova contiene 15’ di interviste agli amici di Carlo, è un’aggiunta a cui Haidi teneva molto, serve a far capire ulteriormente chi era Carlo. Gli amici lo ricordano per come lo avevano conosciuto.

Si è detto che questo film dovrebbe essere visionato dalla Corte di Strasburgo come documento utile per la battaglia contro l’utilizzo delle armi da fuoco da parte della Polizia...
Alcuni avvocati che hanno già visto il film se ne stanno occupando e ora stanno tentando una battaglia legale presso la Corte di Strasburgo per l’uso delle pallottole di gomma.


per gentile concessione


"Una madre racconta la giornata breve di suo figlio, dall'uscita di casa in un mezzogiorno di luglio fino al proiettile del pomeriggio sparato in testa. Un'altra madre ascolta e registra voce, faccia, racconto. In mezzo a loro due scorrono le folle che invasero Genova per essere pietra d'inciampo alla riunione dei signori del mondo, per essere pietra d'angolo di una nuova casa-mondo. Il ragazzo Carlo Giuliani, figlio di Haidi, oggi è cenere.
Sua madre non maledice il giorno, l'ora, l'assassino. Parla del suo ragazzo ucciso in piazza e lo rimette in eredità a noi perché quel figlio è nostro e resta in piazza."
(Erri De Luca)




Genova, 20 luglio 2001
ore 17,20 circa
-
Piazza Alimonda
-
Da una camionetta
dei carabinieri
parte un colpo di pistola
che colpisce in piena faccia
un ragazzo di 23 anni,
di nome Carlo Giuliani.
E' biondo e gracile.
I suoi amici, che lo chiamano
"piccin", quasi subito
ribattezzano quel luogo

"Piazza Carlo Giuliani,
ragazzo"
.


Da un'idea di
Francesca Comencini
Luca Bigazzi

Prodotto da
Mauro Berardi

Montaggio
Linda Taylor

Realizzato con il contributo dei materiali filmati dagli autori di "Un mondo diverso è possibile" coordinato da Citto Maselli, e in particolare dai filmati di:
Mario Balsamo, Gianfranco Fiore, Max Franceschini, Paolo Pietrangeli, Pasquale Scimeca, Daniele Segre, Carola Spadoni, Fulvio Wetzl

altri filmati
Gianni Angeloni, Luca Bigazzi, Giuseppe Laruccia, Giuliano Ravera, Michelangelo Ricci, Vincenzo Rizzo, Sergio Schenone

Distribuzione
Luna Rossa Cinematografica

63' - 35mm - 2001-2002

 

 

 
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