Altrocinema









Il sito di Documé
http://www.docume.org

La presentazione del progetto
e il programma dei primi tre mesi
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Il progetto Documé
Circuito indipendente del documentario etico e sociale
Intervista a Giuliano Girelli*
di Max Franceschini
"Parte dunque da Torino il progetto per portare nelle sale il documentario di carattere etico e sociale. Documè è un progetto dedicato al cinema documentario, nato per condividere la grande passione per le storie e per i racconti dalla realtà, per contribuire a dar luce al lavoro che numerosissimi autori e produttori con grande dedizione e impegno continuano a regalarci nonostante la grande difficoltà da parte del pubblico di accedere a questi film [...]"
Queste sono le prime righe della presentazione del progetto Documé, avviato dalla omonima associazione per portare il documentario indipendente e impegnato nelle sale cinematografcihe. Esperienza già provata con successo nel corso dell'estate, che ora diventa continuativa grazie a una programmazione a lungo termine in due sale del capoluogo piemontese.
La ricerca di strade per la nascita di un "altromercato" della produzione audiovisiva è scritto a chiare lettere anche nel progetto Altrocinema, e questa iniziativa ci fa ben sperare per il futuro, anche se ancora una volta dobbiamo registrare non solo uno scarso sostegno pubblico, ma anche qualche sfocatura proprio da parte di quelle case di produzione indipendenti per le quali iniziative analoghe possono essere solo d'aiuto.

Parlaci del progetto Documé: da quali interessi e da quali riflessione nasce, da chi è composta l'Associazione...

Il progetto è nato da un momento di stupore (certamente idealistico): un giorno di un anno e mezzo fa ho realizzato che un sacco di persone non possono godere dell'informazione che può dare il documentario perché il documentario in italia è praticamente invisibile...la gente non sa che il documentario può essere molto interessante , divertente, formativo. nello stesso tempo ho pensato che mettere in piedi una operazione come documè non era poi cosa complessa , un po di tempo per raccogliere le idee e tutto è partito.
L'associazione è oggi composta da 8 persone molto appassionate ma è un progetto aperto a tutti quanti sono come noi affascinati dalle potenzialità espressive del documentario.

Nella vostra presentazione parlate di "valore sociale del documentario"...
Beh i presupposti di cui ti parlavo sono proprio legati al fatto che certamente il documentario è un mezzo straordinario per raccontare il sociale e gli autori , tra mille difficoltà riescono davvero a raccogliere e a regalarci storie stupende sulle tematiche sensibili del
mondo. Noi vogliamo occuparci di farle arrivare al pubblico.

Questa estate avete organizzato a Torino una rassegna molto ricca: come è stata prima la risposta degli autori e delle case di produzione, e del pubblico poi. Da chi era composto il pubblico?
Guarda, in barba a tutte le considerazioni pessimistiche abbiamo avuto in nove serate 1500 spettatori, un risultato brillantissimo direi, a dimostrare che la gente vuole il documentario, vuole appassionarsi alle storie, vuole conoscere e condividere. C'è una sete incredibile di informazione e di comunicazione alternativa ai canali tradizionali. I produttori devo dire che tutto sommato hanno reagito con disponibilità, considerato il tipo di operazione qualche volta sono stati un po rigidi nei costi ma è parzialmente comprensibile. Gli autori? Beh, se questa cosa è possibile è solo grazie a loro, non saprei cos'altro aggiungere, tutti assolutamente disponibili.

Quale è stato il vostro criterio di scelta, di selezione nel curare la programmazione di questa estate e quella che sta partendo ora?
La programmazione viene curata rivolgendo una particolare attenzione alle tematiche che devono rigorosamente rivestire un carattere sociale ed etico senza però trascurare l'aspetto filmico e creativo, il pubblico ha apprezzato molto questa coerenza, d'altra parte il documentario naturalistico o scentifico già dispone di spazi rilevanti sulle televisioni.
Parliamo comunque e sempre di bei film, sotto tutti i punti di vista, facciamo il possibile per andare in questa direzione. E' vero anche che se domani dovessi trovarmi nella situazione di avere un doc con una tematica potentissima ma non particolarmente ben trattata
del punto di vista filmico sono certo che chiuderei un occhio, non deve essere una regola ovviamente...in generale rilevo che i documentaristi sono sempre molto determinati nell'andare verso la profondità sia per quanto riguarda la ricerca dei temi che per quanto riguarda le chiavi di espressione. Non voglio generalizzare ma sento molto vera questa considerazione.

Avete trovato persone, istituzioni, privati disposti e finanziare il vostro progetto? Come lo sostenete economicamente?
Il nostro è un vero progetto di base che è nato e sopravvive essenzialmente grazie alla nostra volontà, al tempo dedicato ed alla passione, naturalmente è stata fondamentale la disponibilità degli autori e produttori a darci i film (quasi gratuitamente), a questo si è aggiunto l'intervento finanziario di alcune piccole istituzioni nell'area: l'agenzia di sviluppo del quartiere San Salvario (dove abbiamo la sede principale) ed il Centro El Barrio che è diventato il primo nodo aggiunto al circuito ed opera in una realtà periferica della città.
Un ulteriore apporto ci è stato dato dal cinema Baretti il cosiddetto nodo zero che ci sta fornendo la sala a costi decisamente ragionevoli. Con questi sforzi abbiamo raccolto un micro budget che è proprio ritagliato sul minimo delle necessità per operare, stiamo davvero superattenti ai costi. Al momento abbiamo in corso una richiesta di supporto alla città di Torino, alla provincia ed alla regione, la città di Torino ha al momento risposto di no, o meglio, si sono molto complimentati ma non ritengono di poterci aiutare ora e/o in maniera diretta, vedremo come potrà evolvere il tutto. Direi che la nostra determinazione per ora è sufficiente, chi sa leggere i progetti e vuole premiarli per i contenuti è il benvenuto, viceversa no problem, Annibale diceva "o troveremo una strada o ce la costruiremo".

Perché è così difficile in Italia trovare spazi in cui parlare dii temi sociali? È spesso solo grazie al lavoro non retribuito e quasi "militante" di appassionati come voi - ma anche come noi di Altrocinema, scusate l'autocelebrazione ;-) - che certi film, certi temi, riescono a circolare, trovare un pubblico: quasi una forma di "resistenza culturale". Secondo voi è una questione di mercato, culturale... politica?
Beh ma certo, solo con il sostegno della passione si è in grado di costruire senza avere nulla in cambio se non la felicità ed il sostegno delle persone... se l'obiettivo fosse il mercato potremmo chiudere subito... certo c'è da dire che stiamo facendo marketing per il mondo del documentario, molti produttori non hanno ancora deciso di muoversi in questo senso, chissà...sai che se non si stimola il gusto è molto più difficile rendere accattivante una proposta, anche in campo culturale. Mi stupisce davvero quanto questo semplicissimo concetto non sia ancora chiaro, se ci fosse la volontà sarebbe in un istante possibile far vedere centinaia di doc a centinaia di migliaia di persone entro un anno.

Qual'é la strada (o le strade) secondo voi per creare un "altromercato" della produzione audiovisiva?
Come ti dicevo, attraverso una proposta che parte da iniziative di base, stiamo appunto stimolando la nascita di un circuito di iniziative come la nostra. Vorremmo riuscire a mettere insieme una decina di poli/nodi entro un anno, piccoli cinema o associazioni disposte a condividere con noi il calendario e le iniziative del progetto documè.
Sarebbe molto più semplice fare comunicazione e centralizzare i costi di distribuzione e di ricerca dei film... Il progetto funziona, abbiamo già alcuni contatti ed anzi cogliamo l'occasione per chiedere ai vostri lettori di prendere visione del nostro progetto su www.docume.org. Insieme si possono fare un sacco di cose, nonostante tutto e nonostante tutti... anche con pochi soldi... purchè ci sia una forte determinazione. L'importante è fare comunicazione in modo sano, il documentario in questo senso è davvero uno strumento straordinario.

*Associazione Documé

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