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IL PIANISTA
di Barbara Sorrentini
Il Pianistadi Roman Polanski
ha vinto la Palma dOro al Festival di Cannes 2002. E
ambientato nel ghetto ebraico di Varsavia dal 1939 al 1945 e racconta
il periodo delloccupazione tedesca attraverso le vicende di
Wladyslaw Szpilman, sopravvissuto miracolosamente allo sterminio
nazista. Wladyslaw Szpilman è morto a 88 anni nel 2000, a
Varsavia.
Nel 1939 suonava il pianoforte a Radio
Varsavia fino a quando i bombardamenti tedeschi distrussero lemittente
locale. Da quel momento la sua vita personale, come quella di 3
milioni e mezzo di ebrei polacchi, è entrata nella storia.
Roman Polanski con Il Pianista ne ripercorre i momenti
più tragici fino al 1945 quando la guerra è finita
e i pochi ebrei sopravvissuti sono stati liberati. Gli episodi descritti
nel film di Polanski sono tratti dalle memorie scritte da Szpilman:
si comincia da quando gli ebrei che vivevano a Varsavia erano costretti
a girare con la stella di David cucita sulla manica, per poi essere
raggruppati e rinchiusi nel ghetto murato allinterno della
città. Molti venivano picchiati per la strada, torturati
e uccisi altri, si sa, venivano deportati nei lager, soprattutto
a Treblinka. Il 19 aprile 1943 ci fu poi la famosa insurrezione
del ghetto cui seguì leccidio dei sopravvissuti ebrei
e la distruzione del quartiere murato. Pochi si salvarono riuscendo
a nascondersi nelle case di Varsavia e tra questi Polanski segue
Szpilman. Nel film Szpilman è interpretato da Adrien Brody,
leroe buono che si batteva per i diritti delle pulitrici messicane
in Bread and Roses di Ken Loach e che nei panni del
pianista guida chi guarda attraverso lo sguardo umile, ma con la
dignità di chi soffre in silenzio. Roman Polanski, che nella
sua carriera da regista ha raccontato molte storie diverse da Rosemarys
Baby a Pirati, da Chinatown a La
Nona Porta passando per Frantic, ora ha deciso
di riaprire le ferite della sua infanzia raccontando una storia
che gli appartiene. I suoi geniotori erano ebrei polacchi deportati
e la madre è morta ad Auschwitz. Roman ha vissuto la fine
della guerra nel ghetto di Cracovia, la città dove poi è
cresciuto.
Il Pianista descrive lorrore di un momento storico,
mostra luomo di fronte alla paura e alla tortura fisica e
psicologica. Polanski dà forma ai fantasmi di chi ha vissuto
quellorrore e non riesce a dimenticarlo, quei fantasmi che
nelle più svariate forme hanno sempre popolato il suo cinema.
Con questo suo ultimo film il regista polacco sembra voler ricordare
al mondo che soltanto attraverso la memoria si può sperare
che la storia non si ripeta. E un film ottimista, nella speranza
che il patrimonio di chi ora sta scomparendo non vada sprecato,
per mostrare ancora una volta linsensatezza della guerra e
delle discriminazioni razziali.
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