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I nostri anni
La Resistenza di Daniele Gaglianone
di Barbara Sorrentini
I Nostri Anni di Daniele Gaglianone ha
recentemente vinto il premio istituito dalla rivista di cinema Duel.
Il percorso di questo film che rievoca la Resistenza è però
curioso: era stato presentato con successo al Festival di Cannes 2001
nella Quinzaine des Realizateurs, ha girato la maggior parte dei festival
dedicati al cinema italiano allestero, è uno dei film
più proiettati nei cineforum e nei centri sociali, eppure nelle
sale ha avuto vita breve (poco più di una settimana nel maggio
2001).
Daniele Gaglianone, ha collaborato per parecchio tempo con lArchivio
Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino. Il suo film
racconta la quotidianità di due ex partigiani torinesi, ora
in pensione. I loro ricordi sono stati raccontati con dei flash-back
della guerra partigiana che i due hanno combattuto insieme sulle montagne
piemontesi.
I Nostri Anni è un po film e un po documentario,
perché mostra la difficoltà di scrollarsi di dosso le
ferite del passato, che si trascinano come un ricordo sempre presente
che deforma la realtà.
I due anziani protagonisti che nel film si chiamano Alberto e Natalino
non sono degli attori ma due ex partigiani (Virgilio Biei e Piero
Franzo). Nella storia del film uno, Natalino, racconta la sua toccante
esperienza rispondendo alle domande di un ricercatore universitario,
laltro, Alberto, vive in un pensionato dove stringe unamicizia
con un uomo paralitico che scoprirà essere uno degli aguzzini
incontrati in guerra. Dopo questa agghiacciante rivelazione Alberto
organizza la vendetta con lamico ex partigiano, per eliminare
i fantasmi del passato. Il film è girato in rigorosissimo bianco
e nero e i flashback della guerra di Resistenza sono stati filmati
con una pellicola scaduta, che rende un effetto particolarmente invecchiato.
I Nostri Anni, ha spiegato Gaglianone, è nato dalla suggestione
provata ascoltando alcune storie raccontate da vecchi partigiani.
Ero rimasto molto colpito dal loro modo di rivivere il passato, mai
come un fatto concluso e spento ma sempre vivo. Ho pensato di girare
un film in cui non si metteva in scena la Resistenza, ma due uomini
che vi avevano preso parte.
Lincontro con i due partigiani è avvenuto quasi per caso,
inizialmente il regista non voleva mettere in scena due ex combattenti
per timore che non fossero in grado di discernere la loro esperienza
personale da quella necessaria per costruire il personaggio. Alla
fine ho fatto bene a sceglierli, ha raccontato soddisfatto Gaglianone,
perché hanno vissuto esperienze simili a quelle che racconto
nel film.
I Nostri Anni gira intorno allincontro inaspettato con un ex
aguzzino fascista, un episodio assolutamente realistico: Poco
tempo fa in una sede dellANPI, un ex partigiano ci diceva che
quando era ricoverato in ospedale ha diviso la stanza con uno che
durante la guerra di Resistenza ha fatto fuori dei suoi compagni.
Il resto del film è costruito con i racconti dei due protagonisti,
che nello stile dellintervista raccontano il loro passato, è
girato in bianco e nero con una tecnica documentaristica.
Daniele Gaglianone ha precisato che questo film parte da un
pezzo di storia italiana ma mette in scena delle cose molto vere,
molto umane e anche molto elementari, nel senso di primarie. Si parla
di amicizia, di tempo che passa, di memoria che diventa nostalgia
e di memoria divenuta ossessione, si parla di vendetta e di cose che
trascendono lepisodio storico che fa da contesto nella vicenda. |
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