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Dust di Milcho Manchevski
di Barbara Sorrentini
Dust è il secondo
film di Milcho Manchevski, arrivato a 7 anni di distanza da Prima
della pioggia, il film che nel 94 vinse il Leone dOro
al Festival di Venezia.
In Dust il racconto è quasi epico: si apre a
New York ai giorno nostri, dove unanziana signora che sta
per essere rapinata inizia a raccontare una storia leggendaria al
suo rapinatore. Dalle sue parole limmagine si sposta ai primi
del 900 in Macedonia dove due fratelli, Eljiah e Luke innamorati
della stessa donna si trovano coinvolti in una guerra feroce contro
i turchi dellImpero Ottomano. Sparatorie, sangue e corpi tumefatti
sotto il sole si alternano al racconto dellanziana signora
che vive oggi a New York. Bianco e nero e colore, costumi da enciclopedia
e caos metropolitano, per una storia colossale girata in stile western,
o meglio eastern, tra i collinosi paesaggi balcanici.
Qual è stato il motivo della tua scelta narrativa?
Credo che raccontare una storia lineare sia noioso. E invece
molto più interessante cercare di raccontare una storia che
prova ad esplorare la natura dei legami, il fatto che essi non sono
lineari e che cerca di esplorare la relazione tra il tempo e i nostri
ricordi. Il cinema è perfettamente adatto per fare tutto
ciò. La questione è che noi registi siamo in genere
troppo semplici, troppo conservatori e troppo lenti. Non facciamo
mai i conti con ciò che la letteratura, la pittura ha già
affrontato prima di noi. La cinematografia è rimasta incollata
a ciò che la letteratura ha invece affrontato oltre un secolo
fa con James Joyce e Marcel Proust. Così ho cercato di giocare
con la struttura, ho cercato di renderla più aperta, di darle
un aroma e di renderla più attraente. In qualche modo ho
cercato di renderla più creativa, capace di offrire di più
in termini di ciò che noi pensiamo e di quello che vediamo
in questo racconto.
Quando Dust è stato presentato a Venezia la
critica non lha accolto molto bene, secondo te perché?
Sono convinto che molte persone abbiano guardato il mio film con
una sorta di preconcetto su ciò che Dust avrebbe
dovuto essere. Qualcuno ha ritenuto di conoscere quale dovesse essere
loggetto del film. In sostanza credo che su questo film ciascuno
abbia proiettato il proprio desiderio su cosa dovesse essere. Quindi
è successo che alcuni critici hanno voluto vedere in Dust
un film politico e su di esso hanno proiettato la loro visione della
situazione politica in Macedonia oppure i miei commenti sulla situazione
politica in Macedonia. Hanno fatto una proiezione politica su un
film che non è per niente politico. Dust racconta
la storia di diverse persone: i loro amori, le loro delusioni, i
loro tentativi di raccontarsi, entrare in relazione con gli altri
e trovare lamore. Il film è stato scritto anni fa ,
prima che iniziasse il conflitto in Macedonia ed è stato
completato ancora prima che la situazione esplodesse. Quindi cercare
di proiettare la propria visione di ciò che sta succedendo
in Macedonia è come proiettare la propria visione di ciò
che sta succedendo in Israele su Schindlers List.
Come è stato accolto Dust in Macedonia?
Benissimo, lo hanno visto in molti e ha avuto più pubblico
dei due film più popolari del paese. Il complimento migliore
che ho ricevuto è stato Guernica della Macedonia,
sia per il paragone artistico, ma anche per come è stata
trattata una grande tragedia storica. In realtà devo dire
che questo non è un film macedone, è un film che cerca
di parlare delle persone con i loro problemi e il fatto che sia
ambientato nei balcani non lo fa diventare un film balcanico. Non
credo nei film che parlano soltanto di un posto specifico, spetta
alla National Geographic e alla CNN fare certi film e non a chi
vuole creare un pezzo darte.
Come è avvenuta la scelta degli attori e dei luoghi?
In primo luogo per gli attori ho guardato la loro capacità
di trasformarsi nella persona che il regista vuole descrivere. E
poi per la verità che hanno saputo trasmettere. Per i luoghi
cerco sempre una qualità particolare: mistica e reale nello
stesso tempo, devono arrivare al cuore di ciò che vuoi dire
in quella scena.
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