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Noir in festival
dal diario di Barbara Sorrentini
Sembra che ledizione di
questanno, nel suo piccolo, abbia voluto dare un contributo
contro la politica di Mr Bush. Tra cinema e letteratura, già
dal primo giorno, ha lasciato un segno forte la presenza dello scrittore
statunitense John Grisham, noto per i suoi best-seller come Il
socio, Il cliente o Il rapporto Pelican,
da cui sono stati tratti dei film. Grisham si è schierato
contro la politica mediatica delle operazioni di guerra volute dal
suo presidente, sostenendo che limminente guerra in Iraq rappresenterebbe
il momento clou di un lungo show televisivo che i cittadini americani
potranno gustare comodamente da casa propria.
Poi cè stata la proiezione del film Buffalo Soldiers
di Gregor Jordan, una buffa parodia dei soldati americani che forse,
loro, non vedranno mai.
Gore Verbinski (conosciutissimo per aver diretto Julia Roberts e
Bred Pitt in The Mexican) pur facendo un film di paura
come The Ring (remake di un horror giapponese), che
attinge dal paranormale, addossa la colpa di molti disastri allinquinamento
televisivo e alla confusione delle immagini che, attraverso la loro
apparente illogicità, nascondono un disegno diabolico che
va accettato e condiviso per trovare la salvezza.
Il film vincitore del Noir in Festival 2002 è Dark
Blue di Ron Shelton, un regista appassionato di base-ball
e di golf (Bull Durham e Tin Cup). Abbandonati
i temi sportivi Shelton si scaglia contro la corruzione irrefrenabile
che regna nei dipartimenti della Polizia Americana. Siamo a Los
Angeles nellaprile del 92, quando si scatenavano le
rivolte per lassoluzione degli agenti che pestarono Rodney
King, un uomo di colore (nel film si vedono le immagini autentiche
del pestaggio). Il soggetto di Dark Blue è stato
scritto da James Ellroy che è partito da questo episodio
per raccontare e mostrare una Squadra Speciale di L.A. abituata
a rinchiudere gente innocente, spesso di colore, per coprire i propri
traffici illegali. Un film coraggioso, con qualche caduta di stile
qua e là, per far piacere alle majors (probabilmente!). E
il protagonista, Kurt Russel è molto convincente, cinico
e diabolico.
Anche lItalia però ha fatto la sua parte: moltissimi
giallisti ospiti (ovviamente) e il Premio Scerbanenco lo ha vinto
Massimo Carlotto con il bel libro Il maestro di nodi.
Dopo ledificante incontro con Gabriele Salvatores per il film
Io non ho paura, tratto dal romanzo di Niccolò
Ammaniti, laltra esposizione di cinema italiano è stata
quella di Ferdinando Vicentini Orgnani, regista del film Il
più crudele dei giorni". Questa pellicola, che non ha
ancora una data duscita, descrive il caso di Ilaria Alpi,
la giornalista RAI uccisa nel 94 in Somalia con Miran Hrovatin.
Il libro e la sceneggiatura sono stati scritti da Marcello Fois
che ha tentato di ricostruire la loro storia attraverso il materiale
disponibile, per capirne di più sui motivi, ancora misteriosi,
che hanno portato alla loro fine (al momento cè una
sola condanna ma non si conoscono i mandanti). Il più
crudele dei giorni ha avuto parecchie difficoltà durante
la lavorazione, è stato girato in Marocco e il regista e
lautore hanno raccontato di aver ricevuto delle minacce e
il divieto di fare alcuni nomi, fino a dover eliminare dalla sceneggiatura
un personaggio scomodo. Inoltre alcuni attori somali che recitavano
nel film ad un certo punto abbandonavano, inspiegabilmente, il set
senza più tornare. Nel film Ilaria Alpi è interpretata
da Giovanna Mezzogiorno e Miran Hrovatin è lattore
croato Rade Serbedzja (Prima della Pioggia) presente
anche in Giuria.
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La locandina di "Indagini
sporche", il film vincitore del festival
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Un'immagine di Ilaria
Alpi, la giornalista uccisa in Somalia nel '94
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