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Il non luogo
di Luis Sèpulveda
di Barbara Sorrentini
Nowhere è il primo film dello scrittore cileno
Luis Sèpulveda. Tratto da un racconto contenuto nel suo romanzo
Incontro damore in un paese in guerra il film porta
sul grande schermo alcuni episodi accaduti alla fine della dittatura
militare in Cile ed è dedicato a tutti i prigionieri politici
cileni. Nowhere si svolge in una zona deserta del nord
argentino e in un luogo chiamato nessuna parte cinque
uomini, catturati nella capitale, sono reclusi in un campo di prigionia
militare costruito presso una stazione fantasma.
Il film ci racconta come questi uomini riescono a farla franca colpendo
i soldati di guardia nei loro punti più deboli, scavando nella
loro presunta umanità attraverso i sentimenti più semplici.
Ma per quanto il film sia sostenuto da dei bravi attori (Harvey Keitel,
Leo Sbaraglia, Jorge Perugorria) e da una bella musica composta da
Nicola Piovani, tutto sembra essere lasciato al caso. Gli stessi attori,
indubbiamente, avrebbero reso di più se guidati da una mano
accorta, mentre le comparse ricordano troppo lo stile del Sud America
stereotipato delle tele-novelas.
Peccato! Non basta la luce e lintensità dei paesaggi
per fare un buon film, così come un buon fraseggio scritto
sulla carta non sempre regge in bocca a degli attori.
E necessario far sapere a più gente possibile che cosa
sia stata la dittatura, ma se non si conosce bene il mezzo si rischia
di far finire tutto a tarallucci e vino.
Ma a parte il risultato di Nowhere che non convince, Sèpulveda
resta uno dei maggiori scrittori del Sud America, uno dei pochi che
sia riuscito a portare a 14.000 chilometri di distanza da sé
la storia, la cultura e la politica di un luogo che alcuni definiscono
dimenticato da Dio. Uno scrittore che per quanto sia stato
ferito dalla storia del suo paese, è riuscito a commuovere
anche i bambini con la vicenda fantastica del suo gatto che insegnò
a volare alla gabbanella.
Per questo motivo è doveroso riportare le sue parole, raccolte
in unintervista rilasciate in occasione della presentazione
di Nowhere a Milano.
Come hai lavorato alla sceneggiatura e perché hai voluto
portare un tuo racconto al cinema?
Ho avuto molto tempo per lavorare a questa sceneggiatura e ho scelto
un mio racconto perché volevo che il film avesse un punto di
partenza. Poi ho lasciato che la storia si sviluppasse da sola perché
mi sembrava necessaria da raccontare. La base narrativa è costruita
con linformazione e la memoria, non solo la mia ma anche quella
di due carissimi amici. Uno si chiama Angel Parra, è un musicista
ed è il figlio della mitica Violeta Parra. Laltro è
Oscar Castro, uno dei protagonisti del film e dirige un teatro a Parigi.
Tutti e due hanno vissuto lesperienza del campo di prigionia,
simile a quello che si vede nel film, e mi hanno raccontato le loro
storie con un punto di vista comune: il tentativo di mantenere la
dignità e il buon umore nella peggior situazione possibile.
Quindi il film parte da un racconto e poi diventa un esercizio di
memoria.
E stato complicato convincere i produttori a finanziare un
film che racconta la dittatura?
Sì, infatti non è stato possibile girare in Cile dove
inizialmente volevamo ambientare il film e i cileni che volevano collaborare
alla lavorazione hanno dovuto affrontare delle sottili pressioni,
perché questo non era un film conveniente da fare. Quindi ho
dovuto girare in Argentina, dove è stato un po meno complicato
ottenere i permessi. Il produttore è litaliano Massimo
Vigliar che è riuscito a trovare anche un appoggio spagnolo
e un co-produttore argentino.
Tra le location si riconoscono la Garganta del Diablo e la Montagna
dei sette colori. Poi dove avete effettuato le riprese?
Il film è girato nella provincia di Salta, al nord dellArgentina
vicino alla frontiera con la Bolivia e con il Cile. Eravamo a 60km
da Cafajate, un piccolo paese di produttori di vino. E una zona
bellissima che io conoscevo da parecchio tempo.
E le scelte musicali?
Con la musica ho sempre avuto un bellissimo rapporto. Per la colonna
sonora di Nohwere ho scritto una lettera a Piovani che
diceva: Caro maestro, sto per fare un film e mi piacerebbe sapere
se esiste una minima possibilità di avere una sua collaborazione.
Nicola mi ha risposto subito accettando la proposta. E stato
un onore per me lavorare con lui ed è stato meraviglioso entrare
nel suo studio e vederlo creare. Le canzoni di Jarabe de Palo le ho
conosciute attraverso i miei figli. A casa mia tutti, compreso il
gatto, cantavano La flaca. Anche questa è stata
una scelta fortunata perché la canzone La vida sigue,
che accompagna i titolo di coda, è bellissima.
NOWHERE
regia: Luis Sepúlveda
cast: Harvey Keitel, Angela Molina, Jorge Perugorría,
Luigi Maria Burruano, Leo Sbaraglia, Andrea Prodan, Daniel Fanego
sceneggiatura: Luis Sepúlveda
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