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Nunca máis - la marea nera
di Max Franceschini
Prestige. Proprio bello il nome scelto per la carretta del
mare affondata davanti alle coste della Galizia, trasformando in
poche ore un angolo di mondo in un inferno fatto di olio e catrame.
Un disastro mediaticamente cancellato da un altro disastro, la guerra,
ma che per il popolo della Galizia, a distanza di oltre sei mesi,
è ancora (e lo sarà ancora a lungo) un dramma quotidiano.
Nunca máis, mai più, è il grido lanciato
dai galiziani contro chi doveva evitare il disastro, e non lo ha
fatto, contro chi doveva correre in soccorso della popolazione e
del delicato equilibrio naturale, e non lo ha fatto, un grido che
è diventato movimento
di opposizione contro un governo che sin dall'inizio ha cercato
di minimizzare e coprire l'entità del disastro. Nunca máis
è anche il titolo del documentario che Stefano Lorenzi, Federico
Micali e Teresa Paoli hanno realizzato per raccontare cosa è
accaduto il 13 novembre scorso, e per capire come gli effetti di
questo disastro incideranno per molti anni sull'ambiente, l'economia
e il tessuto sociale di una intera regione.
Ne abbiamo parlato con Stefano Lorenzi, uno dei tre autori.
Parliamo prima di tutto del
film: come è nato il progetto, chi lo ha prodotto...
Il progetto è nato da un'idea del nostro produttore, Stefano
Stefani (Atelier Distribuzione) mentre eravamo impegnati al montaggio
di Firenze
Città Aperta. Stefano ha deciso di spedire una piccola
troupe e il direttore della fotografia Aldo di Marcantonio in Galizia,
colpito dalla tragedia della Prestige. Nessuno di noi tre pensava
inizialmente di lavorare al progetto, ma al ritorno della troupe
dalla Galizia, Stefano ci ha chiesto di seguire il lavoro, non appena
terminato il documentario sul forum Sociale Europeo. Una situazione
molto particolare per noi, perché per la prima volta ci siamo
trovati a lavorare su temi così importanti senza averli vissuti
direttamente. Le immagini drammatiche della costa Galiega invasa
a ondate regolari dall'olio pesante, i racconti dei pescatori accostati
alla musica degli Ether - due musicisti fiorentini vincitori di
Electro Wave (sezione dell'Arezzo Wave) - ci hanno suggerito un
montaggio surreale. Lo sforzo inumano dei soccorritori per aiutare
la gente del posto, chilometri e chilometri di costa invasi dalla
Marea Nera, lo sforzo di pulire un sasso alla volta reso vano e
dopo poche ore un'altra ondata, il mare che cerca di opporsi con
il suo movimento contrario, ma tutto è inutile... abbiamo
cercato di esasperare e sottolineare tutto questo con il montaggio.
Abbiamo integrato alle immagini un'onda radio informativa con il
contributo di esperti: Legambiente, Icram e Greenpeace. La nostra
speranza era che l'onda dell'informazione fosse più potente
della Marea Nera, purtroppo almeno in Italia non è stato
così, la guerra a soffocato qualsiasi tipo d'informazione
e l'Espresso che inizialmente sembrava molto interessato si è
fatto risucchiare dal vortice nero della guerra del golfo.
Il taglio dato al film è molto particolare. A momenti
più tradizionalmente documentaristici si alternano momenti
dove il racconto si sviluppa esclusivamente attraverso le immagini
e la colonna sonora, con un montaggio ai confini della videoarte,
quasi voleste trovare un'"estetica" del disastro: come
mai questa scelta?
Non cerchiamo un'estetica vuota, ma un montaggio creativo che cerca
di riprodurre le senzazioni forti che abbiamo vissuto la prima volta
che abbiamo visto le immagini. Credo di averti risposto in parte
anche nella domanda precedente. Personalmente, potrei aggiungere
che montare questo lavoro è stata un'esperienza nuova e molto
stimolante e per questo devo ringraziare in particolar modo gli
Ether e Alberto Favilli che ci hanno seguito fin dall'inizio ed
hanno creato più di 40 brani prima di arrivare agli 11 brani
definitivi.
Nella sinossi, Nunca máis viene presentato come "un
racconto per immagini e sensazioni": qual'è stata la
vostra sensazione davanti a quel disastro?
Nausea, impotenza, rabbia... Com'è possibile sottovalutare
una bomba ad orologeria e nel momento che questa è scoppiata
minimizzare e far finta di niente? L'atteggiamento del governo spagnolo
è da condannare sotto tutti i punti di vista... adesso cosa
faranno i pescatori? La Galizia vive di pesca, per almeno dieci
anni non si potrà pescare. La Prestige contro ogni previsione
continuerà a rilasciare, dal fondo dell'oceano, olio nero
fino al 2006... Chi devono ringraziare i Galieghi? Il governo e
Aznar che nel documentario minimizza sulla tragedia e dice che la
capacità di creare allarmismo è illimitata?
L'intera economia della Galizia è
direttamente o indirettamente dipendente dal mare: come è
cambiata la vita della popolazione, come sta reagendo, cosa c'è
dietro a quel grido, "Nunca máis"?
Dietro al Grido "Nunca máis", c'è il grido
di ogni abitante della terra che è contro la globalizzazione
fatta di interessi politici ed economici, c'è il grido dei
pacifisti, c'è il grido di chi riprende l'uccisione di Carlo
Giuliani, un grido che unisce tutti gli abitanti della terra, coloro
che sono coscienti, che ogni piccola tragedia che avviene in un
angolo remoto della terra è un male per l'intera umanità.
Centinaia di volontari sono corsi in Galizia per tentare di limitare
i danni, anche se dalle immagini appare un grande senso di impotenza
di fronte alla vastità del disastro. Nel film li si
vede lavorare con pochi mezzi, badili, pale, spesso solo con le
mani. Chi erano queste persone, perché lo facevano?
Volontari che provenivano da tutta Europa disposti a lavorare sodo
per cercare di aiutare l'ecosistema e la gente del luogo. Gente
che è arrivata prima dello stato, ONG efficienti e preparate.
Assurdo no!!!
Sono passati sei mesi dal disastro. State seguendo ancora la
situazione? Che notizie arrivano, che previsioni ci sono per un
ritorno alla normalità? sempre che ciò sia possibile...
Si, stiamo seguendo ancora la situazione; proprio in questi giorni
eravamo in Spagna ed abbiamo fatto una proiezione al centro sociale
di Malaga, altre proiezioni verranno fatte a Madrid e Barcellona.
La gente scende ancora in piazza, ma per adesso tutto è fermo,
anche lì la guerra ha oscurato un po' tutto. Ci vorranno
più di dieci anni per tornare alla normalità, ma attenzione
a non scavare perché il catrame riaffiorerà. Perché
sparisca completamente dall'intero ecosistema ci vorranno centinaia
e centinaia di anni.
La terra
è abbastanza per la necessità di tutti, ma non
per l'avidità di pochi (Gandhi)
Nunca máis è un racconto per immagini e sensazioni
dellincidente della Prestige, la petroliera che il 13
novembre scorso è affondata al largo delle coste della
Galizia, provocando la fuoriuscita di 125 tonnellate di olio
pesante al giorno. Una catastrofe che ha compromesso irreparabilmente
sia leconomia galiziana, fondata sulla pesca, sia lintero
ecosistema. Una marea negra che ha invaso oltre
600 chilometri di costa. Ancora adesso dal relitto della Prestige
continuano a fuoriuscire ingenti quantità di olio pesante
che rendono vano ogni tentativo di pulizia delle coste.
Le immagini seguono la marea nera e il lavoro dei volontari
attraverso un montaggio che tende a sottolineare lassurdità
e limponenza di quella che è stata appropriatamente
definita la Chernobyl del mare attraverso lalternanza
di momenti surreali e di interviste agli abitanti del posto
e ad alcuni esperti, (Lengambiente, Greenpeace, I.C.R.A.M.).
Le immagini e il montaggio nascono e si sviluppano insieme ad
una colonna sonora creata appositamente dai musicisti fiorentini
Ether, vincitori delledizione 2002 di Electro Wave, del
Festival Arezzo Wave con la collaborazione di Alberto Favilli.
Nunca máis - La Marea Nera
di Stefano Lorenzi, Federico Micali, Teresa Paoli
2003 - DV PAL 40'
Una produzione Stefano Stefani per LAtelier Distribuzione
Fotografia: Aldo Di Marcantonio
Montaggio: Stefano Lorenzi, Federico Micali, Teresa Paoli
Fonico: Daniele Maraniello
Assistente Operatore: Pasquini Marco
Musiche originali composte e arrangiatae da: Ether e
Alberto Favilli
Grafica: Mr. Sembo
Traduzioni dallo spagnolo: Paula Areses, Beatrice Franco
Supporto Tecnico: Sirio Zabberoni, Brunetto Pellicci
Dedicato a Manfred Man Gnadigner de Camelle
Copyleft 2003 |
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Per saperne di più:
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il sito del movimento
Nunca máis
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