|
Emanuele Crialese e "Respiro"
di Barbara Sorrentini
Scogli bianchi e grandi, piatti, aguzzi
e a precipizio. Acqua celeste, a volte verde, oppure blu. Cielo:
azzurro, terso e luminoso. Case: bianche anche quelle; e le finestre?
Turchesi. Viottoli di paese e strade sterrate. Al porto stanno i
pescatori, sugli scogli si inseguono le bande di ragazzini. Le donne
in casa, nel cortile o alla fabbrica del pesce. Questa è
lisola di Lampedusa che fa da sfondo al film di Emanuele Crialese.
La storia di Respiro gira intorno ad una donna, moglie e
madre di tre figli, due di questi sono i ragazzini delle bande mentre
la più grande è unadolescente. Grazia, la madre
interpretata da Valeria Golino è considerata pazza dagli
abitanti dellisola, ma è adorata dai figli e dal marito
che giustificano i suoi comportamenti bizzarri.
Emanuele Crialese per questo film ti sei
ispirato ad una storia vera, puoi raccontarla?
La storia nasce da una leggenda, che io ho ascoltato a Lampedusa,
che parlava di questa donna madre di famiglia che ad un certo punto,
secondo la comunità, ha dato fuori di testa. Però
nessuno sullisola mi sapeva spiegare che cosa volesse dire
andare fuori di testa, anche perché non sembrava
che la donna facesse delle cose particolari, ma la gente premeva
per farla mandare a Milano a curarsi. Un giorno la donna è
sparita dallisola e non se ne è più avuto notizia.
La comunità si è sentita in colpa e ha pregato così
tanto che un bel giorno questa donna è ricomparsa.
Questo è lo spunto iniziale di Respiro, io poi
gli ho dato una visione più laica, cercando di dare un luogo
e una spiegazione alla sua scomparsa. Ho voluto dare una visione
molto personale di quello che secondo me poteva essere successo
a questa donna tra la sua sparizione e la sua ricomparsa.
Comè questa donna? Il volto è quello di Valeria
Golino ma quali sono i caratteri psicologici più evidenti?
E una madre giovane, molto giocosa e anche lei molto bambina,
che viene capita perfettamente dal mondo dei suoi figli ma non viene
né compresa né accettata dal mondo degli adulti.
Respiro è un film pieno di simboli e di immagini
già viste nel vasto repertorio di cinema ambientato in Sicilia,
ma il taglio sembra essere più raffinato, anche nello scontro
tra bande molto giovani che abitano sullisola di Lampedusa.
Il mondo infantile è descritto in maniera molto primordiale
e selvaggio, così come in realtà io lho trovato.
I piccoli protagonisti sono bambini che stanno nelle campagne, fanno
le trappole, cacciano gli animali. Sono dei bambini che non stanno
di fronte a dei televisori, sono bambini che vivono la natura anche
nella loro crudeltà. Loro sono dei piccoli uomini dellisola,
quindi io ho dovuto e voluto descriverli, concentrarmi su di loro.
Sono bambini particolari che fanno una vita sana, ma anche un po
dura.
Chi sono i giovani attori che li interpretano?
Il protagonista assoluto si chiama Francesco Casisa, è un
ragazzino, 15enne di Palermo, molto intraprendente, fa il fruttivendolo
e la domenica se ne va a vendere il cocco a Capaci portandolo sulla
testa. Quando lho visto mi ha subito affascinato, pur non
capendo neanche una parola di quello che diceva perché parlava
in gergo strettissimo. Ha una forza incredibile ed è un bambino
molto intelligente, è stato molto commovente vederlo recitare
con i tempi e le intenzioni giuste pur non essendo mai stato al
cinema, mai in una sala per vedere un film.
E lui è il figlio di Grazia, la
protagonista, ma è anche un capo banda.
Sì, lui è un capo banda che si scontra con un gruppo
antagonista, ma ad un certo punto si trova coinvolto nel dramma
della madre, di cui un po si vergogna ma la vuole proteggere
e farà di tutto per difenderla dagli attacchi esterni.
Facciamo un salto temporale sui tuoi lavori precedenti. Tu hai
vissuto unesperienza non molto comune per i registi italiani,
quella del Sundance Film Festival di Robert Redford, con quale film
avevi partecipato?
Bè, diciamo che sono stato il primo regista italiano in assoluto
della storia ad essere in competizione al Sundance Film Festival
e questo è già di per sé un premio. Avevo fatto
un film a New York completamente indipendente, raccogliendo finanziamenti
qua e là e quando ho raccolto 100mila dollari ho fatto un
film in 35 millimetri. Poi il film ha avuto miracolosamente questo
riconoscimento, e dico miracolosamente perchè un film indipendent
non deve avere necessariamente un budget da 200 milioni, ormai vengono
considerati indipendent anche film che viaggiano con budget di 5
miliardi.
Qui non si è mai visto il tuo film precedente?
Dopo Sundance il film è uscito in Francia, in Belgio e in
Spagna, ma non è mai uscito in Italia. Anzi spero che prima
o poi arrivi, perché è un film che parla di noi che
siamo partiti per cercare qualche cosa da qualche altra parte; racconta
di un italiano che faceva il cuoco in America in un ristorante italiano
con la sua storia damore impossibile con una ragazza americana
e parallelamente cè la storia di un indiano che fa
il lavapiatti e che vede arrivare dallIndia la promessa sposa
scelta dai genitori e che lui non aveva mai visto. Sono due storie
damore molto diverse, vissute sentimentalmente in modo differente
da tutti i personaggi e paradossalmente la storia che resiste di
più è quella del matrimonio combinato. Questo film
è una commedia girata a New York.
Torniamo ancora a Respiro perché volevo sapere
da dove viene la suggestione del titolo.
Originariamente il titolo doveva essere oscià,
che è un modo di dire dei lampedusani, soprattutto tra gli
uomini. Quando ci si incontra si dice oscià,
che significa respiro mio, gioia mia; è
un modo molto tenero di salutarsi. Io volevo intitolarlo così,
poi il produttore Domenico Procacci mi ha consigliato di trovare
un titolo un po più comprensibile per tutti e così
lo abbiamo tradotto con Respiro.
Peccato era bello oscià
Eh lo so, lo so
|


|