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Imposta la chiusura a Telefabbrica!
di Max Franceschini
Ci siamo occupati su questo sito del progetto di Network di televisioni
di quartiere Telestreet. (->
leggi larticolo). Inutile dire che è un progetto che
ci sta molto a cuore perché costituisce un segnal fortee, un tentativo
di rompere il monopolio televisivo esistente e di realizzare una democratizzazione
dei mezzi di comunicazione. Un progetto, quello delle tv di strada e di
quartiere, nato da poco e in modo quasi silenzioso e che, a quanto pare,
comincia già a dare fastidio. E del 4 dicembre la notizia
della chiusura di Telefabbrica, lemittente di strada che trasmetteva
da Termini Imerese. Il progetto ritrasmetteva sul territorio di Termini
la documentazione delle iniziative di lotta dei lavoratori Fiat. Laura,
una dei quattro ragazzi che stanno portando avanti il progetto, ci ha
raccontato comè avvenuta la chiusura:
Abbiamo ricevuto ieri mattina dai carbinieri una telefonata nella
quale ci invitavano a presentarci in caserma. Qui abbiamo trovato due
funzionari del ministero delle comunicazioni, che ci notificavano il reato
di accensione di trasmettitore senza autorizzazione. Sapevano
già tutto e ci stavano cercando sin dal giorno della nostra apertura.
Avevano testato il segnale e ci hanno mostrato dove e con che potenza
veniva ricevuto, informazioni che noi stessi non avevamo neanche la possibilità
di verificare. Poi hanno voluto vedere lantenna e hanno fatto tutta
una serie di rilievi fotografici.
Fino al momento della chiusura siamo riusciti a trasmettere per tre giorni.
Abbiamo messo in palinsesto il viaggio a Roma degli operai per la manifestazione
unitaria dei lavoratori Fiat, dando spazio alle interviste realizzate
sul treno che testimoniavano le molte storie personali, gli stati danimo
di chi sta vivendo sulla propria pelle questa situazione. Poi le iniziative
realizzate davanti alla fabbrica, come ad esempio la solidarietà
portata da un gruppo di lavoratori argentini. Telefabbica è stata
accolta con grande entusiasmo sul territorio, in particolare perché
si trattava di un lavoro approfondito e quotidiano, non la cronaca televisiva
superficiale di pochi minuti in cui vengono trasmesse solo le immagini
forti dei blocchi e dei momenti di tensione. Un aspetto molto importante
legato alla televisione era quello della socialità, nei bar dove
si riceveva il segnale si creavano come una volta momenti di incontro
collettivo che coinvolgevano il paese.
E ancora presto per prendere qualsiasi decisione, stiamo valutando
con gli avvocati come comportarci, se il reato contestato è di
tipo civile o penale, se andiamo incontro a una sanzione o a provvedimenti
più pesanti. Nei prossimi giorni decideremo come proseguire il
nostro lavoro, che non intendiamo assolutamente abbandonare. Stiamo valutando
gli estremi per un ricorso al TAR, e di trasmettere per il momento attraversocon
proiezioni pubbliche e internet.
E bene sottolineare che il segnale dell'emittente poteva essere ricevuto,
come il progetto di TV di quartiere stesso prevede, in un raggio molto
ristretto (qualche centinaio di metri dall'antenna). A far paura crediamo
sia proprio il concetto di democrazia dell'informazione che sta alla base
di questo progetto. Lesperienza di telefabbrica sarà presente
l11 dicembre, allinterno del progetto NO WAR television, 11
ore di trasmissione via satellite sui temi delle iniziative contro la
guerra legate alla giornata mondiale dei diritti delluomo.
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