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Home Movie Day 2004

 
di snauth
Sabato 14 agosto si è svolta in tutto il mondo la seconda edizione dell’Home Movie Day, la giornata internazionale dedicata al film di famiglia e amatoriale (home movie). La manifestazione, che si è tenuta contemporaneamente in più di 40 città del mondo (un elenco completo si può trovare sul sito www.homemovieday.com) ha toccato quest’anno per la prima volta anche l’Italia, ed è approdata a Pesaro, a Palazzo Mazzolari Mosca, grazie all’impegno dell’ associazione Home Movies – Archivio Filmico della memoria Familiare (www.homemovies.it), che da tre anni opera a livello nazionale per il recupero e la salvaguardia dei materiali filmici amatoriali come inedito sguardo documentario sulla storia e la memoria della società italiana.
La manifestazione nasce per sollecitare la collettività, le istituzioni e gli enti locali, i cineamatori e tutti i possessori di vecchie pellicole amatoriali a considerare gli home movies non solo come repertorio aneddotico di rituali e memorie privati (nascite, matrimoni, viaggi e vacanze), ma anche come preziosi frammenti di quotidianità in grado di raccontare in modo originale alcuni aspetti del nostro passato.

I film amatoriali sono stati fino ad oggi quasi completamente ignorati dalla storia ufficiale del cinema; ricercatori e archivisti se ne sono in gran parte disinteressati, e la maggior parte delle pellicole amatoriali trasferite in video negli anni '80 e '90 (prevalentemente in VHS, un formato del tutto inadatto ad una conservazione di lungo periodo) sono andate perdute o buttate al macero.
Gli organizzatori dell' Home Movie Day partono dalla considerazione che in quelle immagini così apparentemente sempre uguali a se stesse, si celano le tracce dei più importanti cambiamenti storici, sociali e politici del XX secolo.
Come dice Dan Streible, uno dei promotori dell' Home Movie Day “la gente sottovaluta il valore e il potere degli home movies… Questi milioni di metri di film familiari riscoperti, girati da madri e padri, zii, zie e amici durante il XX secolo, rappresentano ora la migliore testimonianza disponibile sulla vita quotidiana delle ultime tre generazioni".

E' allora urgente e prioritario recuperare questi materiali ed affermarne l'importanza non solo come pratica culturale tipica del secolo scorso, ma anche come fondamentali documenti storici dotati di un loro specifico contenuto informativo.
Uno degli obiettivi strategici della manifestazione era pertanto quello di rendere nuovamente visibili le pellicole, in primo luogo ai loro stessi possessori, perché potessero in esse ritrovare le tracce del proprio passato e convincersi dell’opportunità di metterle a disposizione della ricerca storica in progetti di recupero della memoria collettiva.

Nella prima parte della giornata i responsabili di Home Movies hanno accolto coloro che, seguendo l’invito degli organizzatori, hanno disseppellito dalle proprie cantine e soffitte le vecchie pellicole familiari, offrendo consigli e consulenza tecnica per la conservazione ed il trasferimento in digitale delle pellicole, ma soprattutto proiettandole o visionandole in moviola insieme a loro.
Non è infatti facile trovare proiettori e moviole adeguate ai diversi formati del cinema amatoriale e l’associazione ha messo a disposizione le sue attrezzature offrendo in alcuni casi agli intervenuti la possibilità di vedere per la prima volta le proprie immagini familiari.
In un singolare scambio tra generazioni, mentre i giovani portavano pellicole ritrovate che non erano più in grado di vedere per mancanza di proiettori, alcuni anziani cineamatori hanno portato i propri film per avere indicazioni sul modo migliore di trasmetterli alle nuove generazioni.

Nell’atrio del palazzo, a fianco dell'attività di accoglienza e consulenza, due installazioni proiettavano antologie di filmati già raccolti e digitalizzati da Home Movies, ed era esposto il materiale portato dal collezionista Antonio Pignotti di Bollate (MI), specializzato in attrezzature di ripresa e proiezione legate ai formati diffusi nei primi anni della storia del cinema, quando la distinzione tra professionale e amatoriale non era ancora rigorosamente definita. Non bisogna dimenticare infatti che lo stesso formato 35mm, oggi considerato lo standard del cinema professionale, nasce contemporaneamente per un suo utilizzo privato e familiare (come testimoniano anche alcuni dei primi filmati dei fratelli Lumière) e che anche il 16mm è nato come formato amatoriale, ed è rimasto prevalentemente legato ad un utilizzo non professionale almeno fino agli anni ’40, mentre solo a partire dagli anni '50 è stato utilizzato per la sua economicità e agilità da molti cineasti indipendenti.

L’esposizione comprendeva proiettori e cineprese 35mm delle origini (di formato sorprendentemente piccolo rispetto alle cineprese professionali a cui oggi siamo abituati, non più grandi di una telecamera Minidv), proiettori 16mm e rare attrezzature di ripresa e proiezione per il 9,5mm Pathé Baby (un formato amatoriale diffuso in Italia solo fino alla fine degli anni ‘30).
C’è stato anche modo di sottolineare, durante gli incontri, che la migliore conservazione si ottiene sempre preservando le pellicole originali, che possono avere una durata assai superiore a quella dei trasferimenti in video. Le tecnologie video infatti sono soggette ad un invecchiamento molto rapido che non consente una stabilità/programmazione archivistica a lungo termine. Inoltre la pellicola, anche amatoriale, mantiene una superiorità fotografica che la rende comunque più ricca di informazioni rispetto a qualunque copia video analogica o digitale.

L'invito è stato pertanto a depositare le proprie pellicole presso l’archivio dell’associazione, che è in grado di conservarle secondo gli standard internazionali previsti per il materiale filmico, realizzando poi trasferimenti in video ad alta qualità per la consultazione e la visione.
L'associazione, che è al momento dotata di un proprio sistema di telecinema in corso di sperimentazione, si è offerta in questo senso di curare il trasferimento delle pellicole depositate avviando convenzioni specifiche con laboratori specializzati.
A partire dalle 21, nel cortile interno, sono state proiettate su grande schermo alcune delle bobine raccolte nel pomeriggio e ai loro possessori è stata chiesta una piccola introduzione che fornisse al pubblico indicazioni e dettagli relativi alle situazioni e alle persone filmate.

Esemplare è stata la proiezione di alcuni frammenti di Cesare Tibaldi, un cineamatore nato a Salerno e che attualmente risiede in Toscana dopo aver vissuto in molti paesi diversi (Australia, Sud Africa, Norvegia), che ha raccolto e digitalizzato i filmati e le fotografie relativi alla storia della propria famiglia in un DVD, costruendo, con impegno e tenacia ammirevoli, uno straordinario piccolo museo della propria famiglia destinato alle future generazioni.
A fine serata è stato proiettato il film-documentario di Alina Marazzi “Un’ora sola ti vorrei”, scelto dagli organizzatori per mostrare un esempio di altissimo livello di rielaborazione della memoria individuale a partire dai propri film di famiglia. Il film, che ha ormai chiarito anche in Italia l’enorme importanza delle immagini amatoriali, ha saputo anche in questa occasione coinvolgere un pubblico eterogeneo, avvicinandolo a modalità narrative per anni emarginate dal nostro cinema.
Non a caso la serata ha avuto l’appoggio di Doc/it - associazione dei documentaristi Italiani, e si inserisce in un momento di grande fermento del cinema documentario italiano e internazionale, di cui le pellicole amatoriali fanno a tutti gli effetti parte, anche se in un loro modo specifico.

Organizzatori quindi molto soddisfatti, e grande sorpresa sia per il notevole interesse manifestato dal pubblico e dalle istituzioni locali nei confronti del progetto dell’ Archivio Filmico della Memoria Familiare, sia per l’inaspettata disponibilità di tutti i partecipanti a condividere la propria storia/memoria privata, a condividere ricordi, visi, riti e situazioni personali, nell’ottica certamente suggestiva di costruire un racconto storico davvero collettivo della nostra società e dei suoi cambiamenti.

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