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Storie al femminile dal Tribeca Film Festival |
Una donna sul ciglio di una strada. I suoi capelli
sono bianchi e il viso solcato da rughe, ma la voce è
forte e l’energia inarrestabile. Cammina con un cartello
tra le mani, sbeffeggia gli automobilisti a cui con gli altri
manifestanti impedisce il passaggio, protesta per i diritti
di un popolo negato. Si chiama Arna, è ebrea e al campo
di Jenin non c’è persona che non la conosca. Arna
al campo è un simbolo. Da anni porta avanti un laboratorio
artistico che per i ragazzi di Jenin rappresenta un piccolo
spazio di libertà all’interno dell’opprimente
vita nel campo, un luogo per imparare a gestire la propria rabbia
e liberare le loro emozioni. “Arna’s Children”
è la storia di Arna e del suo progetto, è la storia
dei bambini che con lei sono cresciuti e di ciò che sono
diventati. Una donna al trucco. Il volto
è perfettamente curato, i capelli sono stati acconciati
con attenzione, ma tutto deve restare nascosto. Gli uomini non
devono vedere, non devono sapere. Se fino a pochi anni fa in
Afghanistan le donne erano costrette a nascondere la loro femminilità
sotto ad un pesante velo, allora anche l’inaugurazione
di una scuola di bellezza può essere letto come un segnale
di apertura del paese. “The Beauty Academy of Kabul”
mostra la storia di una rinascita femminile sotto il segno della
bellezza esibita e non più seppellita sotto il burqa.
I racconti di Fauzia, Nafisa, Palwasha, delle loro vite nascoste
ma mai sottomesse, si intrecciano come in uno specchio rovesciato
a quelli di Terry, Debbie, Sheila, con il loro infaticabile
ottimismo e la voglia di cambiare il mondo. Due mondi, due culture
che si incontrano e dialogano. Una donna sul ring.
Potrebbe chiamarsi Gladys ‘Killem’ Gillem, Faboulous
Moolah, Great Mae Young, potrebbe essere star o comprimaria,
vincere o perdere, ma la storia che la accompagna è per
tutte simile. Dietro nomi scintillanti, lustrini e tutine aderenti,
un passato difficile da cui allontanarsi e un presente da conquistare
tirando pugni e assestando calci. Una lotta alla ricerca di
popolarità e sicurezza economica, per guadagnarsi il
loro posto in un mondo tipicamente maschile. “Lipstick
& Dynamite, Piss & Vinegar: The Fist Ladies of Wrestling”:
le ex-wrestlers degli anni ’50, le prime donne a diventare
le reginette del ring, ripercorrono tra verità e pettegolezzi
le loro vite.
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-> note
sul Tribeca Film Festival
-> intervista
a Osnat Trabelsi
-> intervista
a Liz Mermin
-> intervista
a Ruth Leitman |
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| di Sara Criscuolo,
Elisabetta Massera |
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